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“La crisi israeliana”

Materiali preparatori e di informazione per l’incontro del 27/4/2023
Pagina in evoluzione, ritornateci, ci potete trovare qualcosa di nuovo! (senza alcuna pretesa di completezza)

Voci da Israele sulle mobilitazioni contro Netanyahu

    • Ho combattuto per Israele, ora combatto per porre fine all’occupazione permanente dei Territori Palestinesi, di Ori Givati 9-2-2023
    • Gli israeliani sanno che la vera democrazia segnerebbe la fine del sionismo, di Gideon Levy 23-3-2023
    • L’esercito israeliano sta affrontando una “crisi senza precedenti”: migliaia di soldati si rifiutano; centinaia di migliaia in proteste di massa, di Refuser Solidarity Network 5-3-2023
    • Centinaia (!) di soldati israeliani hanno dichiarato di che si rifiuteranno di prestare servizio nell’esercito, di Niron Mizrahi 3-3-2023

li trovate qui

Sai Englert, Crisi israeliana non si tratta di democrazia si tratta di supremazia liberale sionista, 28-3-2023 (da Zeitun.info)

Yoav Haifawi, Dove sono i palestinesi nel movimento di protesta di Israele, 8-3-2023 (da Invictapalestina.org)

Umberto De Giovannangeli, L’Intifada dei Leoni di Nablus, su Limes 3 – 2023, Israele contro Israele. (Lo scollamento profondo dei giovani palestinesi da Fatah – Anp, Hamas. L’islamismo radicale non sarebbe più un polo di attrazione. La nuova rete di combattenti che ha spiazzato le direzioni di Fatah e Hamas ed ha aumentato la propria influenza dopo il progrom dei coloni sionisti ad Huwwara. ….)

Pappé Ilan, La prigione più grande del mondo. Storia dei territori occupati, Fazi Editore, 2022. (uno storico israeliano scrive un saggio magistrale sull’apartheid, sull’oppressione, sulla repressione, sulla pulizia etnica, cui sono sottoposti i palestinesi).

Pasquale Liguori, Smotrich in Cisgiordania. Addio Palestina, 18-4-2023 (da Dinamopress.it)

Antonio Mazzeo, Italia-Israele firmato l’accordo di collaborazione per la sicurezza nel Mediterraneo allargato, 23-3-2023 (da Pagineesteri.it) 

Antonio Mazzeo, Netanyahu a Roma Alleanza ancora più stretta tra Italia e Israele politica e militare, 12-4-2023 (da Antonio Mazzeo Blog)

Memorandum d’intesa con Israele in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa – A.C. 5592, 17-2-2005. Visibile e scaricabile su: https://documenti.camera.it/Leg14/dossier/Testi/ES0376.htm

Centro di documentazione contro la guerra, GAZA Rompere i muri d’una prigione a cielo aperto di 365 kmq, sotto i links al podcast dell’incontro tenuto il 20/4/2018
Negli ultimi trent’anni gli oppressi palestinesi si sono sollevati in massa tre volte: nell’87-88 a Gaza e in Cisgiordania nella loro prima grande Intifada, nel settembre 2000, dopo la provocatoria passeggiata di Sharon sulla Spianata delle Moschee, nella seconda Intifada e poi una terza volta nell’ottobre 2015. Queste tre sollevazioni sono costate loro seimila morti, migliaia di prigionieri politici, decine di migliaia di feriti.
L’aspetto più rilevante della terza ondata di proteste in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e Gaza, quello più pericoloso per Israele, è il suo essere un movimento di giovani spontaneo.
Si tratta di masse di giovani che la stessa Autorità Nazionale Palestinese tiene sotto stretto controllo con il suo enorme apparato di polizia, mentre a Gaza Hamas esercita un controllo altrettanto repressivo su quanti cercano una nuova strada per la liberazione.
Gerusalemme capitale non è solo un ulteriore passo in avanti del disegno colonial-sionista: nelle intenzioni di Trump e Netanyahu dovrebbe segnare l’umiliazione definitiva per i palestinesi e le loro aspirazioni.
Ma le proteste di massa di dicembre e di questi giorni provano che Israele e i suoi sostenitori non sono onnipotenti. E chiamano alla solidarietà i lavoratori di tutto il mondo, inclusi quelli di Israele, i proletari immigrati e gli strati non sfruttatori della sua popolazione che finora, in grandissima parte, hanno creduto di far bene appoggiando i propri governi – gli stessi che ne stanno peggiorando le condizioni di vita anche per foraggiare l’assai dispendiosa macchina di morte dello Stato.
Alla fine, l’apparentemente insolubile “questione palestinese” potrà trovare la sua vera soluzione solo attraverso un processo di avvicinamento e di solidarietà tra questi due fronti, oggi molto lontani, dentro una generale sollevazione rivoluzionaria degli sfruttati di tutta l’area.
GAZA Rompere i muri d’una prigione a cielo aperto di 365 kmq /1
GAZA Rompere i muri d’una prigione a cielo aperto di 365 kmq /2

(ultimo aggiornamento 21.4.2023)