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“Iran in rivolta 2026 – Iran in uprising 2026”

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Materiali iraniani dopo l’inizio della guerra reazionaria di USA e Israele – Iranian materials after the start of the reactionary war by the US and Israel

Siyâvash Shahabi, Kharg, Ormuz e i limiti della potenza statunitense, The Fire Next Time, 17-3-2026. La guerra in Iran è già sfuggita dalle mani della potenza USA, che non può controllarne la propagazione sull’economia e gli equilibri globali. A Kharg e a Ormuz il petrolio, la guerra, la Russia, l’Europa, il mercato e la paura globale si intrecciano.

Siyâvash Shahabi, Kharg, Hormuz, and the Boundaries of U.S. Power, The Fire Next Time, 17-3-2026. The war in Iran has already slipped out of the hands of the US, which is unable to control its impact on the global economy and the international balance of power. In Kharg and Hormuz, oil, war, Russia, Europe, the markets and global fear are all intertwined.

Organizzazione dei Lavoratori Internazionalisti, Contro il progetto di guerra per procura e l’organizzazione delle truppe di terra dell’imperialismo, 5-3-2026. La “guerra lampo” di Trump e Netanyahu non è riuscita, il regime islamico non è subito caduto. Per riuscirci occorre un’offensiva di terra, le potenze imperialiste vorrebbero appaltarlo, come già fatto in Iraq, Libia e Siria, a fazioni locali. Il proletariato iraniano deve opporsi. a questo disegno.

Internationalist Workers’ Organization, Against the Project of Proxy War and the Organization of Imperialism’s Foot Soldiers, 5-3-2026. Trump and Netanyahu’s ‘blitzkrieg’ has failed; the Islamic regime has not fallen immediately. To succeed, a ground offensive is needed; the imperialist powers would like to outsource this, as they have already done in Iraq, Libya and Syria, to local factions. The Iranian working class must oppose this plan.

Confederazione dei lavoratori iraniani – All’estero,  Dichiarazione dell’ILC sulla guerra in corso e sull’urgenza di un’azione rivoluzionaria, 1-3-2026. Khamenei e la Repubblica Islamica sono dei sanguinari oppressori, ma l’attacco degli USA e di Israele è una guerra reazionaria. E’ il momento di agire per un rovesciamento rivoluzionario del capitalismo e del regime iraniani.

Iran labour Confederation – Abroad, Statement by the ILC on the Ongoing War and the Urgency of Revolutionary Action, 1-3-2026. Khamenei and the Islamic Republic are bloody oppressors, but the attack by the US and Israel is a reactionary war. It is time to act for a revolutionary overthrow of Iranian capitalism and the regime.

Collettivo Slingers, La dura vendetta finale di Ali Khamenei, 1-3-2026. Un breve promemoria dei crimini antiproletari di Khamenei e della Repubblica Islamica. Uno sguardo su un futuro prossimo difficile, contraddistinto dall’ordine reazionario di USA e Israele.

Slingers Collective, The Final Hard Revenge of Ali Khamenei, 1-3-2026. A brief reminder of the anti-proletarian crimes of Khamenei and the Islamic Republic. A look at a difficult near future, marked by the reactionary order of the USA and Israel.

Partito Comunista Operaio d’Iran, Sull’attacco militare statunitense e israeliano contro i centri della Repubblica Islamica, 28-2-2026. Dopo l’attacco, indipendentemente dagli obiettivi di USA e Israele, si potrebbero creare le condizioni per un’offensiva popolare contro il regime. Occorre cogliere ogni occasione per contrastare il regime e dare vita a proteste di massa.

Worker-communist Party of Iran, On the US and Israeli military attack on centres of the Islamic Republic, 28-2-2026. Following the attack, regardless of the objectives of the US and Israel, the conditions could be created for a popular uprising against the regime. We must seize every opportunity to oppose the regime and organise mass protests.

Comitato Centrale del Partito Comunista d’Iran: No alla guerra reazionaria! Abbasso la Repubblica Islamica!, 28-2-2026. La guerra imperialista di USA e Israele è anche contro i movimenti iraniani, occorre schierarsi e organizzarsi contro di essa; ma al tempo stesso non si deve interrompere la lotta contro l’altrettanto reazionaria Repubblica islamica, per rovesciarla.

Central Committee of the Communist Party of Iran: No to the reactionary war! Down with the Islamic Republic!, 28-2-2026. The imperialist war waged by the US and Israel is also against Iranian movements, so we must take a stand and organise against it; but at the same time, we must not stop fighting against the equally reactionary Islamic Republic in order to overthrow it.

 

Materiali iraniani dalla e sulla rivolta – Iranian materials from and about the uprising

Collettivo Slingers, Sul “fronte” che non è un fronte, ovvero come dissolvere noi stessi, 25-2-2026. Una riflessione sui compiti politici e le prospettive di fronte alla violenta repressione del regime e al ruolo antiproletario giocato dall’opposizione pro Shah, pronta anch’essa a schiacciare tutte le aspettative di libertà ed emancipazione. L’urgenza di un’organizzazione rivoluzionaria, prerequisito per un fronte contro la reazione.

Slingers Collective, On the “Front” That Is Not a Front, or How to Dissolve Ourselves, 25-2-2026. A reflection on the political tasks and perspectives in the face of the regime’s violent repression and the anti-proletarian role played by the pro-Shah opposition, which is also ready to crush all expectations of freedom and emancipation. The urgency of a revolutionary organization, a prerequisite for a front against the reaction.

Reza Oveissi, Rivolta in Iran: alternative e vicoli ciechi, 15-2-2026. Una lunga intervista che spiega le cause economiche, sociali e politiche delle rivolte in Iran. Le scelte neo liberiste della Repubblica islamica e la repressione per mantenersi al potere, assieme ad un’oligarchia legata all’apparato di regime sempre più ricca. Il ruolo e la crescita dell’opposizione monarchica, reazionaria. Il “campismo” di una parte della “sinistra” occidentale complice di fatto della reazione di regime e dei monarchici. Il ruolo centrale della classe operaia nelle agitazioni. I giorni difficili di oggi e le possibilità.

Reza Oveissi, Soulèvement en Iran: alternatives et impasses, 15-2-2026. A long interview explaining the economic, social, and political causes of the uprisings in Iran. The Islamic Republic’s neoliberal choices and the repression used to stay in power, alongside an oligarchy tied to the regime apparatus that is growing increasingly wealthy. The role and growth of the reactionary, monarchist opposition. The “campism” of a segment of the Western “left” that is effectively complicit with both the regime’s reaction and the monarchists. The central role of the working class in the unrest. Today’s difficult days and the possibilities ahead. (French only)

Siyâvash Shahabi, Qualcosa si sta rompendo in Iran, ma non come vorrebbe la narrazione mediatica, Valigia Blu, 5-2-2026. Le proteste in Iran sono nate con i salari che non bastano più per comprare da mangiare, con i prezzi che aumentano, con l’elettricità che manca, con l’acqua che ha un sapore strano, con l’aria che brucia i polmoni, con il laboro che scompare. Le strade si sono riempite perché così non poteva continuare. E’ un inizio.

Siyâvash Shahabi, Iran: what happens when survival comes before politics, Valigia Blu, 5-2-2026. The protests in Iran began because wages are no longer enough to buy food, prices are rising, there are power cuts, the water tastes strange, the air burns the lungs, and jobs are disappearing. The streets have filled with people because things could not go on like this. It is a start.

Partito comunista operaio d’Iran – hekmatista, Non in nostro nome. Mai!, 29-1-2026. Una condanna della guerra reazionaria tra stati terroristi. USA, Israele e Repubblica Islamica sono contro i proletari, la popolazione iraniana. La liberazione dall’oppressione passa attraverso l’organizzazione sociale, la solidarietà di classe e l’espansione della lotta dal basso; non dai bombardamenti e dalle aggressioni belliche.

Worker-communists Party of Iran — Hekmatist, Not in Our Name. Never!, 29-1-2026. A condemnation of the reactionary war between terrorist states. The USA, Israel, and the Islamic Republic are against the workers and the Iranian people. Liberation from oppression comes through social organization, class solidarity, and the expansion of the struggle from below; not from bombings and military aggression.

Sindacato dei lavoratori degli autobus di Teheran e della periferia, Condanniamo il massacro dei manifestanti, 27-1-2026. La condanna della repressione da parte del sindacato indipendente, che invita a non illudersi su riforme o cambiamenti del regime della Repubblica islamica.

Syndicate of Workers of the Tehran and Suburbs Bus Workers, Condem the Massacre of the Protesting People, 27-1-2026. The independent trade union condemns repression and urges people not to have false hopes about reforms or changes in the Islamic Republic regime.

Appello urgente del Partito comunista operaio d’Iran – hekmatista, 26-1-2026. Un invito alla solidarietà con le proteste in Iran e la con danna dei preparativi di guerra di USA e Israele, finalizzati anche a favorire un cambio di regime controllato da loro. L’unico vero cambiamento rivoluzionario si fonda sui consigli dei lavoratori.

Urgent Call from the Worker-communist Party of Iran – Hekmatist, 26-1-2026. A call for solidarity with the protests in Iran and condemnation of the war preparations by the US and Israel, which are also aimed at promoting a regime change controlled by them. The only real revolutionary change is based on workers’ councils.

Il triangolo nero del genocidio capitalista nella rivolta di Dey (Gennaio) delle masse operaie, 21-1-2026. Una rivolta generata da uno sfruttamento feroce, dalla privazione dei diritti, dall’apartheid di genere, preceduta da migliaia di scioperi e agitazioni nel passato recente, contro cui si sono schierate sia la repressione del regime islamico, sia gli interventi di USA e Israele, sia i sostenitori dello Shah. La necessità di un movimento organizzato, consiliare e anti capitalista, secondo gli “Attivisti per l’abolizione del lavoro salariato nel movimento operaio”.

The sinister triangle of capitalist genocide in the January uprising of the working masses of Iran, 21-1-2026. A revolt generated by fierce exploitation, deprivation of rights, gender apartheid, preceded by thousands of strikes and protests in the recent past, against which both the repression of the Islamic regime and the interventions of the US and Israel, as well as the supporters of the Shah, took sides. The need for an organised, council-based, anti-capitalist movement, according to the “Activists of the approach to the abolition of wage labour, the labour movement”.

Dichiarazione del “Consiglio di cooperazione delle forze comuniste e di sinistra iraniane” per il rovesciamento rivoluzionario della Repubblica islamica e l’instaurazione di un governo consiliare in Iran, 19-1-2026. Un appello e un programma per una soluzione consiliare delle lotte in Iran, contro il regime islamico, contro gli USA e Israele, contro lo Shah, per l’emancipazione e la liberazione del proletariato e delle masse sfruttate.

The Charter of the Cooperation Council of Iranian Leftist and Communist Forces for the Revolutionary Overthrow of the Islamic Republic and the Establishment of Council Rule in Iran, 19-1-2026. An appeal and a programme for a Council solution to the struggles in Iran, against the Islamic regime, against the USA and Israel, against the Shah, for the emancipation and liberation of the proletariat and the exploited masses.

Scendiamo in piazza per sostenere la rivoluzione del popolo iraniano contro il regime islamico, 17-1-2026. I collettivi iranianiTogheter for Iran” e “Jina” indicono, a Milano, un presidio di solidarietà con la rivolta in Iran. No allo Shah, no ai Mojahedin del Popolo Iraniano, no al regime dei mullah. Per la fine della repressione, la liberazione dei detenuti politici.

Let’s take to the streets to support the Iranian people’s revolution against the Islamic regime, 17-1-2026. The Iranian collectivesTogether for Iran” and “Jina” call for a rally in Milan in solidarity with the uprising in Iran. No to the Shah, no to the Iranian People’s Mojahedin, no to the mullahs’ regime. For an end to repression and the release of political prisoners.

Orly Noy, Sulle proteste in Iran, l’ipocrisia israeliana non conosce limiti, +972 Magazine, 16-1-2026.  Apparentemente una segnalazione fuori tema, ma Orly Noy è un’ebrea iraniana che vive in Israele. Con chiarezza ci illustra l’ipocrisia israeliana che da un lato approva o fa finta di niente per il genocidio a Gaza e dall’altro sostiene le mobilitazioni iraniane. Una segnalazione per ricordare che non tutti gli ebrei e non tutti gli israeliani sono sionisti e possono, realmente, schierarsi a sostegno di Gaza e degli iraniani in rivolta.

Orly Noy, On Iran’s protests, Israeli hypocrisy knows no limits, +972 Magazine, 16-1-2026.  This may seem like an off-topic comment, but Orly Noy is an Iranian Jew living in Israel. She clearly illustrates Israeli hypocrisy, which on the one hand approves of or turns a blind eye to the genocide in Gaza and on the other supports the Iranian protests. This report serves as a reminder that not all Jews and not all Israelis are Zionists and can, in fact, take a stand in support of Gaza and the Iranians in revolt.

Dichiarazione dei consigli dei lavoratori di Arak: Tutto il potere ai consigli!, 11-1-2026.  Una vera e propria dichiarazione a sostegno di una rivoluzione sociale contro il capitalismo iraniano e il regime reazionario della repubblica islamica, lanciato dagli operai di Arak, nel Khuzestan. Operai del settore dell’alluminio che, nell’autunno 2025, scioperarono per oltre 40 giorni per i salari non pagati, per le condizioni di lavoro pericolose e le leggi anti-sindacali iraniane. Altre traduzioni in italiano, commentate: Brescia Anticapitalista, Il pungolo rosso

Statement of the Workers’ Councils of Arak: All power to the councils!, 11-1-2026.  A true declaration in support of a social revolution against Iranian capitalism and the reactionary regime of the Islamic Republic, launched by workers in Arak, Khuzestan. Aluminium workers who, in the autumn of 2025, went on strike for over 40 days for unpaid wages, dangerous working conditions and Iran’s anti-labor laws.

Siyâvash Shahabi, l’Iran dopo il blackout: dalla repressione alla resistenza, The Fire Next Time, 11-1-2026. I Mojahedin del popolo iraniano, i riformisti del regime, Reza Pahlavi. Queste forze quali possibilità hanno di conquistare il potere in Iran? Il ruolo dei movimenti di protesta: le donne, i lavoratori, contro le esecuzioni capitali, gli studenti, i prigionieri politici. Con video dall’Iran.

Siyâvash Shahabi, Iran After the Blackout: From Repression to Resistance, The Fire Next Time, 11-1-2026. The People’s Mojahedin of Iran, the regime’s reformists, Reza Pahlavi. What chances do these forces have of seizing power in Iran? The role of protest movements: women, workers, against executions, students, political prisoners. With videos from Iran.

Siyâvash Shahabi, Post su Facebook sulla lotta in Iran e l’atteggiamento occidentale, 11-1-2026.  Un accorato post contro quegli occidentali che dietro la mobilitazione delle masse iraniane intravedono solo gli USA e Israele. L’autore del blog The Fire Next Time giustamente sostiene che gli iraniani hanno diritto di protestare e che in un paese di 90 milioni di abitanti ci sono movimenti, classi sociali, comunità etniche … una società viva.

Siyâvash Shahabi, Facebook Post on the struggle in Iran and the Western attitude, 11-1-2026.  A passionate post against those Westerners who see only the US and Israel behind the mobilisation of the Iranian masses. The author of the blog The Fire Next Time rightly argues that Iranians have the right to protest and that in a country of 90 million inhabitants there are movements, social classes, ethnic communities… a living society.

I lavoratori anticapitalisti dell’Iran contro il lavoro salariato, Ai lavoratori di tutto il mondo, 11-1-2026. Una denuncia del massacro in corso di lavoratori e manifestanti ad opera della Repubblica Islamica. Un appello a diventare la voce dei rivoltosi in tutto il mondo.

Iranian anti capitalist workers against wage labor, To workers of the world, 11-1-2026. A denunciation of the ongoing massacre of workers and protesters by the Islamic Republic. An appeal to become the voice of the rebels throughout the world.

Attivisti del Movimento per l’abolizione del lavoro salariato, Dichiarazione dall’Iran, 11-1-2026. Una denuncia della repressione in corso, con la richiesta di appoggio e solidarietà alla lotta iraniana.

Activists of the abolition of wage labor movement, Statement from Iran, 11-1-2026. A denunciation of the ongoing repression, with a call for support and solidarity for the Iranian struggle.

Confederazione dei lavoratori iraniani – All’estero, L’ILC esorta i sindacati mondiali ad agire contro la repressione in Iran e il blackout di Internet, 10-1-2026 (in inglese)  L’ILC in una richiesta di solidarietà indirizzata ai sindacati a livello internazionale, spiega che lavoratori, insegnanti, infermieri e pensionati hanno un ruolo di primo piano nelle manifestazioni e  che la sanguinosa repressione statale è un attacco diretto al movimento dei laboratori e ai diritti civili. Proteste originate dall’impoverimento, dall’inflazione galoppante e dal crollo della valuta nazionale e che si sono trasformate in un ampio movimento contro l’ordine politico esistente.

Iran Labour Confederation – Abroad, ILC urges global unions to act over Iran crackdown, internet blackout, 10-1-2026  In a call for solidarity addressed to trade unions internationally, the ILC explains that workers, teachers, nurses and pensioners are playing a prominent role in the demonstrations and that the bloody state repression is a direct attack on the labour movement and civil rights. Protests originating from impoverishment, rampant inflation and the collapse of the national currency have turned into a broad movement against the existing political order.

Lavoratori anticapitalisti attivi nel movimento per l’abolizione del lavoro salariato, Cosa non vogliamo? Cosa vogliamo? Come lo otteniamo?, 8-1-2026. Una dichiarazione di lotta, una proposta di obiettivi anticapitalismo nella lotta in Iran, che non è per sostituire un regime capitalista sanguinario e repressivo, con un capitalismo più democratico, ma ugualmente sfruttatore.

Active anti-capitalist workers of the movement for the abolition of wage labour, What don’t we want? What do we want? How do we get it?, 8-1-2026. A declaration of struggle, a proposal of anti-capitalist goals for the fight in Iran, which is not about replacing a bloody and repressive capitalist regime with a more democratic but equally exploitative capitalism.

Sindacato dei lavoratori degli autobus di Teheran e della periferia, Sostegno alla lotta popolare in Iran per i propri diritti, 7-1-2026.  La solidarietà ai manifestanti e contro la repressione, ricordando che la liberazione dei lavoratori non è raggiungibile grazie a leader imposti dall’alto, a potenze straniere, a fazioni interne della Repubblica Islamica.

Syndicate of Workers of the Tehran and Suburbs Bus Workers, Supporting the People’s Struggle for Their Rights, 7-1-2026. Solidarity with the protesters and against repression, remembering that the liberation of workers cannot be achieved thanks to leaders imposed from above, foreign powers, or internal factions of the Islamic Republic.

Collettivo Roja, Proteste in Iran sotto l’assedio di nemici interni ed esterni: un report sulle recenti rivolte di massa, 4-1-2026. Il collettivo femminista e anticapitalista parla di un’insurrezione contro un intero sistema politico marcio fino al midollo. Con un’ottica contrapposta alla reazione USA – Israele, al populismo di destra monarchico, al “negazionismo” dei campisti occidentali, a fianco di chi è sceso in piazza.

Roja Collective, Iran Protests Amid a Siege by Internal and External Enemies: A Report on the Recent Mass Uprising, 4-1-2026 The feminist and anti-capitalist collective speaks of an uprising against an entire political system that is rotten to the core. Taking a stance opposed to the US-Israeli reaction, right-wing monarchist populism and the ‘denialism’ of Western campists, they stand alongside those who have taken to the streets.

 

Materiali dall’Iran sulla situazione sociale, prima della rivolta – Materials from Iran on the social situation before the uprising

Associazione per i diritti umani in Iran, La morte dei lavoratori dell’alluminio di Arak Dietro le fornaci roventi della povertà, 11-9-2025. (in inglese)  Dopo 44 giorni lo sciopero dei 4000 operai di Arak scuote l’Iran. L’IHRS ricostruisce la storia dell’agitazione, le rivendicazioni, la repressione, le condizioni di lavoro pericolose, la violazione dei diritti umani, il valore nazionale della lotta.

Iran Human Rights Society, Death of Arak Aluminum Workers Behind the Scorching Furnaces of Poverty, 11-9-2025.  After 44 days, the strike by 4,000 workers in Arak is shaking Iran. The IHRS reconstructs the history of the protests, the demands, the repression, the dangerous working conditions, the human rights violations, and the national significance of the struggle.

Confederazione dei lavoratori iraniani – All’estero, Lettera ai sindacati internazionali: le vite dei lavoratori dell’alluminio di Arak sono in pericolo immediato, 10-9-2025. (in inglese)  La Confederazione dei lavoratori iraniani – Estero, nel settembre 2025 diffuse internazionalmente una lettera con la storia della lotta operaia all’Aluminum Company (IRALCO) di Arak, chiedendo a sindacati, organizzazioni umanitarie e alle forze solidali con la classe operaia, di sostenerla, di appoggiare le rivendicazioni e di condannare il governo iraniano. Questo dopo 40 giorni di sciopero, l’avvio di uno sciopero della fame tra i lavoratori e le prime incriminazioni per “disturbo dell’ordine pubblico”.

Iran Labour Confederation – Abroad, Letter To International Trade Unions: Lives of Arak Aluminium Workers at Immediate Risk, 10-9-2025.  In September 2025, the Iran labour Confederation – Abroad sent a letter internationally, detailing the history of the workers’ struggle at the Aluminium Company (IRALCO) in Arak, asking trade unions, human-rights organisations and forces in solidarity with the working class to support it, back its demands and condemn the Iranian government. This comes after 40 days of strikes, the start of a hunger strike among workers and the first judicial cases for “disturbing public order”.

Siyâvash Shahabi, La dinastia Pahlavi, il disegno autoritario di cui l’Iran non ha bisogno, Kritica, 26-1-2026. Pubblicato originariamente nell’agosto scorso, spiega la politica e le mosse di Reza Pahlavi e della destra iraniana, che nel luglio 2025 si riunirono a Monaco di Baviera, in un incontro per la “Cooperazione nazionale per salvare l’Iran”.

Siyâvash Shahabi, Authoritarianism in Exile: the Future Iran Doesn’t Need, The Fire Next Time, 13-8-2025. Originally published last August, it explains the politics and moves of Reza Pahlavi and the Iranian right wing, who gathered in Munich in July 2025 for a meeting on “National Cooperation to Save Iran”.

Materiali iraniani precedenti – Previous Iranian materials: qui/here